mercoledì 18 settembre 2013

The end...cala il sipario



Ho latitato. C'era un tempo in cui scrivevo quasi quotidianamente: la novità della nostra esperienza, le paure e le vittorie mi offrivano così tanti spunti... Poi ho continuato ad aggiornare il blog con costanza, nonostante la nostra avventura prendesse via via una forma più definita e le insicurezze iniziali lasciassero il posto a nuove certezze.
Infine ho latitato, incerta se voler proseguire con questo blog o calare il sipario.
La PomodoriVerdiinLondon's family vive da ormai più di un anno a Londra. E' stato un anno molto intenso, interessante, a tratti difficile, stancante, arricchente, avventuroso e stimolante. Un anno che ne vale dieci, per esperienze fatte e conoscenza di persone, abitudini, usi e costumi del nostro nuovo Paese.
Ho scritto ampiamente di questo nei miei post e oggi sento di non avere più molto da aggiungere...
La nostra vita ha finalmente preso una sua 'forma', dopo un cambiamento tanto radicale: oggi siamo di nuovo famiglia e abbiamo la nostra (fitta) routine quotidiana.
Proprio come qualsiasi famiglia in qualsiasi altra parte del mondo: insomma qui a Londra non si vive tanto diversamente che a Milano, Parigi o New York. 
Quindi, anche se un po' a malincuore, i miei racconti si fermano qui.
Grazie a chi è passato da queste parti, a chi mi ha letto, a chi mi ha seguito e sostenuto.
Buona vita a tutti, ovunque siate.

A. 


 


venerdì 21 giugno 2013

Di compleanni e considerazioni...



Lo so. Il blog è rimasto in standby per un po' troppo tempo...
E' che tra studio, scuola, esami, zumba (lol :-) ), ospiti e gite fuori porta i giorni sono volati!
Di cose ne abbiamo fatte tante... 

Talmente tante che ho appena realizzato di aver perso un compleanno!

Un anno fa, il 20 giugno, E., C. ed io atterravamo per trasferirci in Gran Bretagna. Ricordate? Cariche di emozioni, di nostalgia per ciò che lasciavamo, ma anche di gioia perchè finalmente ci riunivamo a L., dopo due faticosissimi anni di rapporto a distanza. Mi ricordo bene la paura per il futuro, per l'incertezza nei confronti di tutto quello che ci avrebbe aspettato, dalle evidenti difficoltà linguistiche alle nuove relazioni e alle sperate amicizie.

E tutto ad un tratto mi accorgo che è già passato un anno!

Quante cose sono successe, quanto è cambiato dentro e fuori di noi.
Dovendo fare un bilancio di tutto quello che è successo, mi sento di dire che sono soddisfatta.

Sono orgogliosa delle mie due  bambine  ragazze, di come hanno saputo adattarsi alla loro nuova vita, della velocità alla quale hanno imparato una lingua nuova, di quanto siano state forti e coraggiose nell'affrontare questo grandissimo cambiamento e tutti i piccoli (ma anche talvolta grandi) problemi che ne sono conseguiti.
Sono sicura che un'esperienza come quella che hanno vissuto e stanno vivendo, forgerà il loro carattere e in qualche modo tornerà loro utile.
Certamente quando vedo che sono in difficoltà o quando capita che siano un po' nostalgiche nei confronti del passato, il groppo alla gola però viene...

Sono contenta dei nuovi rapporti che sono riuscita a creare intorno a me. Ho avuto la fortuna di incontrare delle persone speciali all'interno della scuola di C.: mamme con cui ho cominciato a fare quattro chiacchiere davanti ad una tazza di caffè presa al volo dopo aver accompagnato i figli a scuola, fino ad arrivare a condividere lezioni di ginnastica, pranzi dal sapore internazionale, qualche cena 'solo donne' al pub e persino una breve vacanza. Insomma un gruppo di nuove amiche con cui spero di condividere ancora molti altri momenti.
Ho anche avuto fortuna nei nuovi rapporti di vicinato: come avevo già raccontato qui, le mie vicine sono molto amichevoli e disponibili. Mi hanno accolta bene dal primo giorno e mi hanno subito inserito nel loro gruppo. Sono nate così serate di chiacchiere al pub (il vino gioca un ruolo importante nella vita sociale di questo paese...) e 'pudding nights', vale a dire serate di chiacchiere a casa di una di loro (a turno) dove oltre al vino viene offerto un dolce preparato dalla padrona di casa. 
E questa rete di rapporti interpersonali, questa mia nuova vita sociale sono stati estremamente importanti e utili per farmi sentire 'a casa', nonostante tutto.

Certo qualche risvolto della medaglia c'è stato e ogni tanto pesa...

Ad esempio le vecchie amicizie. Il 99% di quelli che sono stati i nostri amici, delle persone con cui abbiamo condiviso molte cose del nostro passato e che sono state importanti (almeno per noi) non si è più fatto vivo. A meno che non si prospettasse un giro turistico dalle nostre nuove parti... Della delusione nei rapporti di amicizia a distanza avevo già parlato qui, memore della mia precedente esperienza all'estero. Poi però uno spera che le cose vadano diversamente e invece... è vero che sono partita disillusa, ma vedere certi comportamenti mi ha fatto rimanere male. La cosa che mi dispiace di più è vedere le mie figlie vivere queste delusioni: aspettare lettere o messaggi che non arrivano (nonostante tutta la tecnologia a disposizione e tutte le promesse...), capire ma non voler ammettere che le persone sono cambiate. A 37 anni dispiace certo, ma uno se ne fa una ragione, a 9 e 13 è un po' più difficile...

Un altro 'risvolto un po' pesante' è stato il rapporto a distanza con la famiglia, o meglio con chi della famiglia mi è sempre stato vicino. Certo anche in questo caso i mezzi tecnologici hanno aiutato a sentire meno la mancanza, però  non è la stessa cosa. Il lato positivo è che poi quando ci vediamo cerco di godere tutto il tempo a disposizione per stare con loro, chiacchierare, trascorrere momenti di qualità famigliare. E infatti mi arrabbio quando mi chiedono di darmi una mano con le faccende in casa o in cucina... alla faccia di chi è abituato a sfruttare i genitori solo per i loro servizi di baby-sitting, cucina, spesa, lavo-stiro, eccetera!

Insomma è stato un anno pieno di novità, stravolgimenti, impegno, ma siamo stati all'altezza della sfida e il fatto di ritrovarci la sera tutti insieme ripaga di ogni sforzo.

Quindi happy Birthday alla nostro primo anno di vita britannica e... cheers!


lunedì 22 aprile 2013

La strana coppia: il sole e Londra.


L'abbiamo aspettato tanto. Settimane, mesi. Poi sabato ci siamo svegliati ed era tutto diverso: la luce, i profumi, i colori....il sole! Tutto sapeva di primavera.
Qui è così: Londra è una bella città, c'è tutto in termini di cose da fare, di luoghi da vedere, di negozi in cui comprare, di café, pub, ristoranti, cinema, teatri, musei, palestre.
Manca solo una cosa: un tempo decente. E non è un dettaglio da poco, provare per credere!
Però appena il sole fa capolino (per più di cinque minuti!), il cielo si colora di blu e il paesaggio si illumina, Londra diventa meravigliosa!
I parchi si riempiono di persone, ciclisti, runners, bambini, carrozzine, anziani, skaters. La gente si butta nei locali che dispongono di dehors (e qui qualsiasi bar che abbia anche solo un metro quadrato di marciapiede davanti alla sua entrata ha il dehors!).
Il Tamigi è tutto un susseguirsi di barche a vela, canoe e piccoli yacht... tanto da sembrare di essere sulla riva di un lago o addirittura del mare....
Insomma Londra col sole è uno spettacolo, pare di essere in vacanza.
Peccato succeda raramente...
Queste sono alcune foto scattate sabato 20 aprile... tanto per rendere meglio l'idea!






Buona settimana e buona primavera a tutti!





martedì 26 marzo 2013

Marzo vuol far sempre le sue

Marzo 2013. E' stato...

FREDDO: a parte UN giorno di tempo ingannevolmente primaverile, con il sole, il cielo blu e la voglia di sbottonarsi la giacca, è stato il mese forse più freddo di questo lungo inverno. Giornate grigie, il vento talmente gelido da far lacrimare gli occhi e colare il naso, e poi la neve. E dire che era già nevicato nei mesi scorsi ma lei ha deciso di tornare a salutarci. Nonostante ciò gli alberi stanno inspiegabilmente fiorendo...




IMPEGNATIVO: stare dietro ai ritmi scolastici delle mie figlie, alle attività extra, al mio studio è sempre una grande fatica e inizio a sentirne il peso.

UN'OPPORTUNITA' FINITA MALE: non è la prima volta che mi rimetto in gioco e non sarà l'ultima. E' passato un treno nel momento sbagliato. Potevo lasciar perdere fin dall'inizio però i treni non passano mica tutti i giorni e quindi.... ci ho provato. Ho dato il massimo che potevo, ma non è bastato. Non questa volta.

UNA PUDDING NIGHT: con le mie vicine di casa (si quelle un po' Wisteria Lane) ci siamo trovate a casa di una di loro a mangiare dolci (pudding) e a.... bere vino!!! Le ho stupite portando uno strudel di mele appena sfornato, che hanno molto apprezzato. E comunque al cibo preferiscono sempre il vino, chè qui bevono come delle spugne...

IL COMPLEANNO DI C.: la mia piccola, non più tanto piccola, C. oggi compie 9 anni! Abbiamo cominciato i festeggiamenti sabato scorso, organizzandole una festicciola in casa con le sue amichette di scuola.


E' stato un successone: le bambine si sono divertite alla grande, la nostra casa centenaria ha superato brillantemente la prova 'party' e siamo sopravvissuti pure noi. Il trucco è stato organizzare tutto, minuto per minuto, e soprattutto fare tanti giochi.
Oggi invece sarà la sua giornata speciale, a base di coccole e di comfort food...
La torta è già pronta (ho fatto una crostata alla nutella), mentre la focaccia sta ancora lievitando!  


LA FINE DELLO SPRING TERM: dopo domani finisce un altro trimestre, quello primaverile, e ci saranno un po' di vacanze. Ne abbiamo bisogno, per riposarci un po' e ricaricarci dell'energia sufficiente ad affrontare l'ultimo term che terminerà soltanto alla fine di luglio!

Speriamo che nel frattempo arrivi la primavera.



lunedì 18 marzo 2013

Friends and... FIDEUA

Ci siamo conosciute pochi mesi fa, nella playground della scuola di C.
Abbiamo cominciato a scambiarci qualche parola, abbiamo preso qualche caffè insieme. Poi abbiamo iniziato a frequentare un corso di zumba e perfino la piscina.
L'inglese è la nostra lingua franca quando siamo tutte e cinque insieme ma poi capita che improvvisamente partano intere frasi in italiano o spagnolo, tanto ci si capisce ugualmente. Solo una fa un po' di fatica a star dietro alle conversazioni, dato che è indiana...
Ultimamente è nata l'idea di ritrovarsi una volta ogni tanto a pranzo per una sessione di international cooking: a turno una di noi prepara un piatto del suo Paese e lo si degusta tutte insieme.
E così giovedì scorso abbiamo iniziato con la FIDEUA, un piatto tipico spagnolo (Valenzano, per la precisione).
Chi ha già assaggiato la Paella troverà una grande somiglianza con questo piatto che però non viene realizzato con il riso ma con la pasta. Tradizionalmente si dovrebbe utilizzare una pasta tipo 'vermicelli' o 'capelli d'angelo' (dal nome fideu) però va benissimo anche una pasta corta di piccole dimensioni. E poi, come per la paella, ci sono moltissime varianti che dipendono dalla regione della Spagna in cui viene cucinato il piatto.
La nostra FIDEUA è stata fatta così:

INGREDIENTI (per 5 persone):
500 gr di pasta
1/2 cipolla
2 spicchi d'aglio
2 pomodori sbollentati e pelati
1/2 peperone verde
1/2 peperone rosso
1 pugnetto di fagiolini
100 gr di piselli
300 gr. di pollo
1 calamaro
500 gr di cozze
6 gamberoni
1 litro e mezzo di brodetto di pesce
sale e olio d'oliva


A parte il brodetto di pesce (che si deve preparare in anticipo), il procedimento è molto semplice.
Occorre lavare le cozze e sbollentarle in acqua.
Il calamaro va pulito e tagliato a listarelle sottili. Il pollo deve essere affettato a tocchetti abbastanza piccoli.
Il peperone verde deve essere tagliato a pezzettini molto piccoli, mentre quello rosso deve essere affettato a listarelle lunghe e sottili.
Una volta preparati tutti gli ingredienti, si fa rosolare la cipolla insieme all'aglio nella padella (quella della paella, bassa e larga). Si aggiungono a poco a poco le verdure, il calamaro e il pollo e si fanno rosolare un poco.
Poi si aggiunge la pasta (cruda) e si fa cuocere il tutto a fuoco lento aggiungendo poco alla volta il brodo di pesce, un po' come se si stesse cucinando un risotto.
Quasi all'ultimo vanno aggiunti i gamberoni e proprio alla fine le cozze.
Il risultato è questo:


¡QUE APROVECHE! 
(buon appetito!)

Il piatto era buonissimo, così come la compagnia di queste mie nuove amiche expat: sono contenta di avere trovato delle persone speciali con cui condividere questa fase 'speciale' della mia vita. E credetemi, non è poco!

Se vi interessa, vi terrò aggiornati sulle prossime sessioni di international cooking e soprattutto sulle prossime ricette! Fatemi sapere...

giovedì 7 marzo 2013

What day is it? It's WORLD BOOK DAY!

Oggi C. è andata a scuola vestita da Pippi. Pippi calzelunghe. Ve la ricordate???


Lo so, il carnevale è passato da un pezzo, e qui tra l'altro non si usa travestirsi per quell'occasione.
Oggi in tutto il Regno Unito ed in Irlanda era il WORLD BOOK DAY.
Cioè? Direte voi...
Tutto è cominciato così: la scorsa settimana, le rispettive scuole delle mie figlie hanno distribuito a tutti gli allievi dei token del valore di 1 pound, utilizzabili in uno dei seguenti modi:
1. recandosi in qualsiasi libreria e ricevendo GRATIS un libro, se scelto all'interno di un gruppo di libri selezionati dalla libreria stessa appositamente per questo evento. Questa offerta era valida solo per la giornata di oggi.
2. acquistando, sempre in qualsiasi libreria, un libro (o un audio libro) non incluso nel gruppo di quelli 'free' ed ottenendo uno sconto di 1 pound sull'acquisto. In questo caso l'offerta durava circa un mese.
Ecco come si presentava il token:

How to use your token

In più, nella giornata di oggi, i bambini delle scuole primarie potevano travestirsi, calandosi nei panni del personaggio di un libro che avevano letto.
E così C. si è divertita ad impersonare Pippi Longstocking ed ha anche guadagnato un libro nuovo nuovo.
E. non si è travestita ma si è aggiudicata una nuova lettura, come la sorella.
Non sto a dire che non eravamo gli unici avventori in libreria: ovviamente era strapiena, soprattutto di mamme e di bambini!

Questo mi ha fatto riflettere, perchè è un'iniziativa intelligente che non mi sembra in Italia esista.
Per dirla con le parole degli organizzatori, è un momento di celebrazione. Celebrazione degli autori, degli illustratori, dei libri ma soprattutto è la celebrazione della lettura.
E i grandi invitati a questa festa sono i bambini e ragazzini di tutte le età, affinchè apprezzino i libri. Happily and loudly!
Non a caso è il sedicesimo anno che il World Book Day si ripete.
Io l'ho visto per la prima volta quest'anno e mi è sembrata una straordinaria idea, accolta molto bene dai destinatari che hanno riempito le librerie.
E allora mi chiedo: perchè in Italia no? A volte basterebbe davvero poco.

Helping children to explore the pleasure of books



lunedì 4 marzo 2013

La storia di C. fin qui

Ho aperto questo blog il 24 marzo 2012. Qualche mese dopo mi sono trasferita a Londra insieme alle mie bambine per ricongiungermi con mio marito che aveva fatto il pas d' expat (sembra quasi il nome di un passo di danza classica...) un annetto prima di noi.
Nel corso di questi mesi molte alcune persone mi hanno contattato per avere informazioni, consigli e suggerimenti circa un possibile loro trasferimento in Gran Bretagna. La preoccupazione maggiore di chi mi ha scritto riguardava i figli, non tanto relativamente a questioni logistiche (scelta scuole, procedura d'iscrizione, metodo scolastico...) quanto per l'impatto psicologico che un passo del genere comporta, soprattutto dovuto al cambiamento linguistico e culturale.
Ora, non sono una guru ed è ben lungi da me passarmi per tale. Ogni trasferimento è a sè e la sua organizzazione, così come il suo impatto su chi lo vive, dipendono da tante di quelle variabili che sarebbe davvero difficile e superficiale farne dei generici tips.
Però una cosa la posso fare.
Posso raccontarvi la mia, la nostra esperienza.
Oggi parlo di C.
Lei partiva da qui: bambina abbastanza timida e riservata, nutriva una tale paura nei confronti del cambiamento che ne rifiutava persino l'idea, al punto da negare agli altri (e a se stessa) che saremmo partiti. A giugno C. lasciava l'Italia con una leggera infarinatura della lingua inglese, dovuta alle lezioni private che avevamo pianificato nell'ultimo anno, infarinatura che però non le permetteva di capire bene un discorso fatto in inglese e tantomeno di esprimersi.
Va da sè che l'impatto con la realtà britannica sia stato un po' scioccante, soprattutto l'inserimento a scuola.
C. i primi tempi non era nemmeno in grado di spiegarci quali argomenti fossero stati affrontati in classe durante la giornata! Non bisogna dimenticare che C. ha quasi 9 anni e che quindi sia l'interazione con gli altri che gli argomenti trattati nell'ambiente scolastico richiedono una competenza linguistica già di un certo livello. Competenza che lei assolutamente non aveva!
Come fare per aiutarla, sia da un punto di vista emotivo che pratico?
Noi abbiamo fatto così:
- l'abbiamo INCORAGGIATA: per noi (e per lei) è stato fondamentale tirarla su di morale, dirle quanto fosse brava e coraggiosa a vivere un'esperienza del genere, ad imparare una lingua nuova. Le abbiamo fatto notare che rispetto ai bambini inglesi (o italiani in Italia) lei aveva dei punti di forza in più, aveva la possibilità di conoscere due lingue ma anche due culture diverse.
- l'abbiamo SPRONATA: inizialmente lei si vergognava a parlare, sapendo di non essere brava. Noi l'abbiamo spinta ad esprimersi in inglese anche quando il suo vocabolario era limitatissimo e produceva frasi sgrammaticate, convincendola che solo così il suo inglese sarebbe migliorato, imparando dai suoi stessi errori.
- l'abbiamo SUPPORTATA, in senso meramente pratico: se in Italia C. svolgeva i compiti autonomamente ed io davo un'occhiata solo alla fine, qui ho dovuto (e devo ancora) sedermi alla scrivania di fianco a lei per aiutarla. Abbiamo comprato dei libri in più per farla esercitare a casa, di inglese ma non solo. Abbiamo letto tanto. Prima leggevo e traducevo, poi leggevo soltanto, fino a renderla autonoma anche nella lettura.
- l'abbiamo aiutata nelle RELAZIONI SOCIALI: fin da subito abbiamo cercato di conoscere bambini e mamme della scuola, organizzando tanti inviti a casa e cercando di essere inclusi nel loro 'giro'. L'abbiamo convinta ad iscriversi a delle attività sportive, superando la sua innata timidezza unita alla sua pigrizia!!! 

Oggi, a distanza di otto mesi dal nostro trasferimento, posso dire con orgoglio che C. è una bambina serena, si è ambientata bene nella sua nuova scuola e nella sua nuova realtà. Parla già in modo abbastanza fluente l'inglese e, quando a casa racconta (in italiano) qualche episodio avvenuto in un contesto linguistico inglese, passa da una lingua all'altra senza accorgersene. Legge senza problemi in inglese, anzi da pochi mesi si è finalmente appassionata alla lettura! E' riuscita a formare un bel gruppetto di amiche con cui giocare, fare sport e divertirsi. Sta migliorando moltissimo il suo carattere: si è aperta agli altri, è meno timida e si butta un po' di più nelle cose nuove... Sta persino frequentando un corso di nuoto (fino a pochi mesi fa detestava l'acqua) e si diverte!
Certo, noi ci siamo messi d'impegno per starle vicino e non è stato sempre facile, ma la grande fatica l'ha fatta lei. La mia piccola grande C.



ps: se c'è una tematica che vi sta particolarmente a cuore, relativa alla nostra esperienza di trasferimento internazionale, fatemelo sapere. Chè magari ve la racconto in uno dei prossimi post!